In breve: il pH determina se la pianta può assorbire il concime, mentre l’EC indica quanto concime è presente nell’acqua. Valori obiettivo: circa 6,0–6,5 in terra e circa 5,5–6,0 nel cocco e nella lana di roccia. Un misuratore di pH deve essere calibrato regolarmente: uno strumento non calibrato è peggio di nessuno strumento, perché ci si fida dei suoi valori errati.
Che cosa significano i due valori
Il pH misura quanto è acida o basica l’acqua d’innaffiatura. Non indica quanti nutrienti contiene, ma se la pianta può raggiungerli. Se il pH è fuori dall’intervallo, alcuni nutrienti sono legati chimicamente e non sono disponibili per le radici. Il concime è quindi nel vaso, ma non nella pianta.
L’EC (conducibilità elettrica) misura quanti sali disciolti ci sono nell’acqua, quindi in pratica quanto è concentrata la soluzione nutritiva. L’EC non distingue quali sali siano presenti. Un EC elevato può indicare molto concime oppure acqua di rubinetto dura.
Per questo il primo test EC va fatto con la sola acqua di rubinetto, prima di aggiungere qualsiasi cosa. Questo valore iniziale è la propria linea zero. Chi non la conosce concima alla cieca.
I valori obiettivo
| Substrato | Intervallo pH |
|---|---|
| Terra | 6,0 – 6,5 |
| Cocco | 5,5 – 6,0 |
| Lana di roccia / Hydro | 5,5 – 6,0 |
Sono intervalli, non punti fissi. Una leggera oscillazione all’interno dell’intervallo è normale e persino desiderabile: diversi nutrienti sono disponibili al meglio a valori leggermente diversi. Occorre evitare di restare stabilmente fuori dall’intervallo.
La guida Terra, cocco o lana di roccia spiega più dettagliatamente perché i valori variano a seconda del substrato.
Calibrare: il passaggio che tutti saltano
Una sonda pH invecchia. Il vetro cambia e l’elettrodo deriva lentamente, senza che nulla sia guasto. Uno strumento che ieri era corretto può indicare valori errati tra qualche settimana. Calibrare significa mostrare allo strumento due valori noti, affinché si corregga.
A questo servono soluzioni di calibrazione con valore definito con precisione. I due punti abituali sono pH 4 e pH 7, che delimitano esattamente l’intervallo di lavoro.
Come calibrare
- Sciacquare la sonda con acqua pulita e tamponarla con cautela. Non strofinare: la membrana di vetro è delicata.
- Immergerla nella soluzione pH 7 e attendere che il valore si stabilizzi. Confermare il punto 7 sullo strumento.
- Sciacquare di nuovo e ripetere la procedura con la soluzione pH 4.
- Finito. Annotare la data, altrimenti tra quattro settimane non si saprà se è il momento di ricalibrare.
Non calibrare mai direttamente dal flacone di scorta. Versare una piccola quantità in un contenitore separato e gettarla dopo l’uso. Chi immerge la sonda nel flacone contamina la scorta e la volta successiva calibra contro un valore non più corretto. Il misuratore diventa così affidabilmente sbagliato.
Un altro punto in cui si commettono molti errori: le soluzioni di calibrazione esistono in 4,01, 7,01 e 10,01. Calibrare rispetto al punto sbagliato sposta ogni misurazione successiva. Controllare quindi il flacone, non il colore.
Tra una calibrazione e l’altra
La sonda non deve asciugarsi. Le membrane di vetro secche sono il motivo più frequente per cui un pH-metro non funziona più dopo una pausa. Conservarla sempre umida, secondo le istruzioni dello strumento, e mai in acqua distillata, che impoverisce la sonda.
Quale strumento fa per Lei?
- Inizio, terra, alcune piante: è sufficiente un tester manuale semplice. L’Horticare pH Tester è il più venduto nel negozio; il valore EC si misura con l’Horticare EC Tester abbinato. Entrambi sono disponibili nel set tester pH ed EC.
- Cocco o Hydro, misurazioni quotidiane: uno strumento combinato evita operazioni, come l’HM Digital Hydromaster HM-200, che misura pH ed EC in un unico strumento.
- Impianto più grande, controllo continuo: un monitor installato come il Bluelab Guardian Monitor misura continuamente invece che a punti. La differenza non è la precisione, ma la possibilità di accorgersi di una deviazione mentre avviene e non tre giorni dopo.
- Misurare direttamente nella zona radicale: il Bluelab Pulse Meter misura nel substrato invece che nell’acqua d’innaffiatura. È un’altra prospettiva: non ciò che si immette, ma ciò che arriva davvero in basso.
Non dimenticare le parti soggette a usura: le sonde sono materiali di consumo. Per l’Hydromaster è disponibile, ad esempio, la sonda pH sostitutiva SP-P5. L’intero assortimento è alla voce Strumenti di misura per il grow.
Gli errori tipici
- Misurare il pH prima di aggiungere il concime. Il concime modifica il pH. Si misura sempre la soluzione finita, alla fine.
- Non calibrare mai. Vedi sopra: uno strumento che deriva mente in modo affidabile.
- Ignorare l’EC dell’acqua di rubinetto. L’acqua dura contiene già sali. Il concime si aggiunge a questi.
- Intervenire in modo frenetico. I regolatori di pH agiscono molto. Dosare goccia a goccia, mescolare e misurare di nuovo, senza versare e sperare.
La guida Concimi di base, per crescita e fioritura spiega quali concimi gestire con questi valori.
Domande frequenti
Con quale frequenza devo calibrare il misuratore di pH?
Seguire le istruzioni dello strumento. Come regola generale, meglio troppo spesso che troppo raramente, e in ogni caso dopo lunghi periodi di inutilizzo o quando i valori sembrano improvvisamente poco plausibili. Annotare la data, altrimenti si va a intuito.
Ho davvero bisogno di un misuratore EC?
In terra si può stare per un po’ senza, perché il substrato assorbe gli errori. Nel cocco e nella lana di roccia no: lì la soluzione nutritiva è l’unica fonte di nutrienti e senza EC non si sa quanto sia concentrata. Chi coltiva nel cocco dovrebbe misurare l’EC.
Che cosa significa se il valore EC nell’acqua di drenaggio aumenta?
Che dal vaso esce più sale di quanto la pianta ne assorba, quindi il sale si accumula nel substrato. Un aumento persistente indica di ridurre la concimazione o di effettuare un lavaggio. Misurare sempre nello stesso punto, altrimenti si confrontano valori casuali.
Posso usare strisce reattive pH invece di uno strumento?
Per un orientamento approssimativo sì. Tuttavia, l’intervallo di lavoro è stretto: tra 5,5 e 6,5 c’è esattamente un punto di differenza. Le strisce difficilmente lo risolvono in modo affidabile, mentre uno strumento sì.

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